Stefano Furlan

La mia vita in scena


Nato a Latina nel 1968, Stefano Furlan esplora nei suoi lavori tematiche fortemente legate al mondo contemporaneo che spesso sfociano nel teatro civile.

Regista e attore, si è diplomato a Firenze nel 1992 alla Bottega Teatrale Vittorio Gassman. Incontra nel suo percorso formativo artisti del calibro di: Vittorio Gassman, Vittorio Mezzogiorno, Thierry Salmon, Barbara Nativi, Denis Marleau, Nanni Garella, Alvaro Piccardi.

Negli anni sviluppa un’attenzione particolare per la drammaturgia rivolta al pubblico delle Nuove Generazioni. In questo contesto si inserisce la sua pluriennale esperienza all’interno di due importanti compagnie toscane come T.P.O. e Giallo Mare Minimal Teatro. All’interno di quest’ultima lavora come attore, responsabile dei progetti di formazione teatrale e organizzatore di rassegne e festival. Nel 2002 il Bassano Opera Festival gli commissiona la regia di Memorie Armene, uno spettacolo itinerante dedicato alla questione armena.

Nel 2003 fonda a Latina la compagnia Latitudine Teatro° che rappresenta un punto di arrivo nella sua carriera artistica. Crea una realtà stabile in cui riesce a mettere a fuoco le esigenze del suo nuovo cammino artistico.

Mette quindi da parte la natura d’attore ad esclusivo vantaggio dei progetti di regia e di formazione teatrale. Approfondisce e perfeziona un metodo che coniuga le tecniche classiche della preparazione attoriale con gli insegnamenti appresi dai maestri del teatro sperimentale incontrati durante il suo percorso.

Nel 2012 sostiene e partecipa alla nascita della rassegna LIEVITO – Nuove esplorazioni nel mondo delle arti e dei saperi, organizzata dall’Associazione Rinascita Civile. Una kermesse che riunisce al suo interno eventi culturali di diverso genere: concerti, incontri con l’autore, conferenze nelle scuole e ovviamente spettacoli teatrali. Negli anni successivi continua ad offrire la sua consulenza per la stessa manifestazione.

Nel 2015 inizia un’attività di traduzione di testi inglesi contemporanei legati al progetto Connection del National Theatre di Londra. Da questo lavoro nascono le traduzioni di “Quelle gambe” di Noel Clarke e “Domani sarò felice” di Jonathan Harvey. Nel 2016 traduce “13” di Mike Bartlett.




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